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Perché un’acquisizione forense di uno smartphone non è “solo un cavo USB”

Questo articolo è rivolto ad avvocati, consulenti tecnici e privati che hanno bisogno di comprendere come avviene una corretta acquisizione forense di uno smartphone e quali sono i limiti delle soluzioni improvvisate.

Nel linguaggio comune si tende spesso a pensare che l’acquisizione dei dati da un telefono cellulare consista semplicemente nel collegare il dispositivo a un computer tramite un cavo USB. In ambito forense, questa rappresentazione è fuorviante e rischia di compromettere la validità probatoria dell’intera operazione.

Un’acquisizione forense di uno smartphone è un’attività tecnica complessa, che coinvolge metodologie hardware-assistite, strumenti dedicati e una gestione rigorosa della catena di custodia. Il connettore fisico (USB‑C, Lightning o altri) non garantisce di per sé l’accesso ai dati né tantomeno la loro acquisizione in modo forense.

Il falso mito del cavo USB universale

USB‑C e Lightning sono interfacce fisiche di connessione, non strumenti forensi. Il fatto che due dispositivi possano essere collegati tramite un cavo non implica che i dati siano accessibili, leggibili o acquisibili in modo corretto ai fini di una perizia informatica.

L’accesso ai dati dipende da molteplici fattori, tra cui:

  • architettura hardware del dispositivo
  • sistema operativo e versione installata
  • meccanismi di cifratura attivi
  • stato del dispositivo (acceso, bloccato, danneggiato)
  • punto di ispezione utilizzato

Affidarsi esclusivamente a una connessione USB standard significa, nella maggior parte dei casi, limitarsi a un’acquisizione logica o a un semplice trasferimento dati, operazioni che non sempre soddisfano i requisiti richiesti in sede giudiziaria.

Cos’è davvero un’acquisizione forense hardware‑assistita

Un’acquisizione forense corretta prevede l’utilizzo di interfacce hardware e software specializzate, progettate per dialogare con il dispositivo in modalità controllata e documentabile. Questi strumenti consentono di:

  • interagire con il dispositivo senza alterarne il contenuto
  • registrare ogni operazione eseguita
  • operare su specifici livelli della memoria
  • garantire la ripetibilità tecnica dell’acquisizione

L’hardware forense non è un semplice adattatore, ma parte integrante del metodo di acquisizione. È ciò che consente di superare i limiti imposti dal sistema operativo e di lavorare su aree della memoria altrimenti inaccessibili.

Perché esistono molti cavi e interfacce diverse

In ambito forense non esiste un “cavo universale” valido per tutti i dispositivi. Le differenze tra produttori, modelli e architetture rendono necessario l’uso di cavi, adattatori e interfacce specifiche, ciascuna pensata per una determinata modalità di accesso.

Le principali variabili includono:

  • marca e modello del dispositivo
  • chipset utilizzato (Qualcomm, MediaTek, Exynos, ecc.)
  • modalità di avvio e diagnostica
  • protocolli di debug o emergenza

Alcuni cavi sono destinati esclusivamente al trasferimento dati standard, altri consentono l’accesso a modalità di servizio, boot o diagnostica. La scelta dell’interfaccia corretta è un passaggio critico dell’intero processo di acquisizione.

Quando la connessione USB può essere sufficiente

Esistono contesti in cui una connessione USB standard può essere utilizzata in modo legittimo, ad esempio:

  • acquisizioni logiche su dispositivi sbloccati
  • analisi di backup locali
  • consulenze tecniche in ambito civile con consenso delle parti

In questi casi, l’utilizzo della connessione USB non è indice di compromissione o controllo del dispositivo, ma risponde semplicemente a un diverso obiettivo dell’analisi.

Tuttavia, nei procedimenti penali o nei casi in cui sia necessario accedere a dati cancellati, protetti o cifrati, la sola connessione USB risulta generalmente insufficiente.

Acquisizione forense in house: un controllo diretto del processo

Periti Digitali sta completando l’attivazione di un servizio di acquisizione forense di dispositivi mobili eseguito interamente in house, senza il ricorso a laboratori esterni o a soggetti terzi certificati.

Questa scelta consente di mantenere il pieno controllo dell’intero processo forense, dalla presa in carico del dispositivo fino alla produzione del materiale acquisito, riducendo passaggi intermedi e tempi di attesa.

In ambito peritale, la riduzione delle intermediazioni tecniche rappresenta un elemento di solidità metodologica, soprattutto nei casi in cui tempestività, riservatezza e tracciabilità delle operazioni assumono un ruolo centrale.

Tra i principali vantaggi operativi rientrano:

  • tempi di intervento più rapidi
  • maggiore disponibilità operativa
  • continuità della catena di custodia
  • un unico referente tecnico‑peritale
  • gestione riservata dei dispositivi e dei dati

L’acquisizione in house non sostituisce le garanzie metodologiche, ma le rafforza, consentendo una gestione diretta, documentata e coerente con i requisiti di validità probatoria.

Rischi di un’acquisizione non corretta

Un’acquisizione eseguita senza strumenti e metodologie adeguate può comportare:

  • inutilizzabilità dei dati in giudizio
  • contestazioni tecniche da parte della difesa
  • alterazione involontaria delle informazioni
  • responsabilità professionali per il consulente

Per questo motivo, ogni acquisizione forense deve essere pianificata, eseguita e documentata in modo rigoroso, indicando chiaramente i punti di ispezione utilizzati e i limiti tecnici riscontrati. Per saperne di più:

FAQ

È possibile fare un'acquisizione forense di uno smartphone solo con un cavo USB?
In alcuni casi limitati sì, ma una connessione USB standard non garantisce l’accesso completo ai dati né la validità forense dell’acquisizione.
Perché servono cavi diversi per telefoni diversi?
In alcuni casi limitati sì, ma una connessione USB standard non garantisce l’accesso completo ai dati né la validità forense dell’acquisizione.
Cos'è un’acquisizione forense hardware‑assistita?
È un’acquisizione che utilizza strumenti hardware e software specializzati per interagire con il dispositivo in modo controllato, tracciabile e non invasivo.
L’acquisizione in house è valida in tribunale?
È un’acquisizione che utilizza strumenti hardware e software specializzati per interagire con il dispositivo in modo controllato, tracciabile e non invasivo.
Quali sono i rischi di un'acquisizione non forense?
È un’acquisizione che utilizza strumenti hardware e software specializzati per interagire con il dispositivo in modo controllato, tracciabile e non invasivo.
Come faccio a capire se il mio telefono è sotto controllo o compromesso?
È un’acquisizione che utilizza strumenti hardware e software specializzati per interagire con il dispositivo in modo controllato, tracciabile e non invasivo.

PEOPLE ALSO ASK

Come funziona davvero un'acquisizione forense di uno smartphone?

Un’acquisizione forense è un’operazione tecnica controllata che utilizza strumenti hardware e software specializzati per estrarre dati da uno smartphone senza alterarne il contenuto, garantendo tracciabilità e validità probatoria.

Collegare il telefono a un computer puo' alterare i dati?

Si’. Una semplice connessione a un computer puo’ modificare file, log o timestamp. Per questo, in ambito forense, si utilizzano strumenti che riducono o azzerano il rischio di alterazione dei dati.

Qual è la differenza tra una copia dei dati e un'acquisizione forense?

Una copia dei dati è un semplice trasferimento di informazioni. Un’acquisizione forense, invece, è un processo documentato che garantisce integrità, ripetibilità e utilizzabilità dei dati in ambito legale.

Il mio telefono può essere controllato o spiato senza che me ne accorga?

In alcuni casi sì. Solo un’analisi forense consente di verificare in modo affidabile la presenza di accessi anomali, software non autorizzati o alterazioni del sistema che non sono visibili all’utente.

Quando è necessario rivolgersi a un perito informatico per uno smartphone?

È opportuno rivolgersi a un perito quando i dati del telefono devono essere utilizzati in un contesto legale, quando si sospetta una compromissione del dispositivo o quando è necessario garantire la validità tecnica delle analisi.

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