Periti Digitali
  • Home
  • Chi siamo
  • Servizi
    • Tecnologie e strumenti
    • Informatica Forense
    • Assistenza tecnica forense
    • Perizie informatiche di parte
    • OSINT e investigazioni digitali
  • A chi ci rivolgiamo
  • Articoli e approfondimenti
  • Contatti
Seleziona una pagina

Truffa dell’amico su WhatsApp: simula la chat, riconosci i segnali e scopri cosa fare

Ott 12, 2026

Truffa dell’amico su WhatsApp
Condividi:

Ti scrive un amico su WhatsApp: «Mi faresti un favore enorme?». Pochi messaggi dopo ti chiede di anticipare un bonifico istantaneo di qualche centinaio di €, con la promessa di restituirlo domani. È la truffa dell’amico su WhatsApp, e funziona proprio perché il nome, la foto e la conversazione sono quelli giusti.

In breve: nella truffa dell’amico su WhatsApp un criminale usa un account rubato, o un numero clonato, per chiederti denaro con urgenza, di solito con un bonifico istantaneo. Non pagare e non discutere nella chat: chiama la persona sul numero che hai in rubrica. Se hai già pagato, avvisa subito la banca, conserva chat e ricevuta e segnala alla Polizia Postale. Qui sotto trovi un simulatore per provare la scena e le indicazioni per prevenire e per intervenire dopo.

Come funziona la truffa dell’amico su WhatsApp

Alla fine di agosto 2026 la Polizia Postale ha diffuso un nuovo avviso su questo schema, già segnalato da gennaio 2026: i criminali prendono il controllo di un profilo WhatsApp e scrivono ai suoi contatti fingendo un’emergenza. Il copione cambia poco da un caso all’altro e segue quattro mosse.

1

L’aggancio

Una frase vaga e affettuosa, come «Mi faresti un favore enorme?». Serve a ottenere un sì emotivo prima ancora di dire cosa si vuole.

2

Il problema credibile

Un limite di bonifico superato, l’app che non funziona, la carta bloccata, il dentista. La cifra è contenuta, spesso tra qualche centinaio di € e circa 1.350,00 €, così non allarma.

3

La pressione

Bonifico istantaneo, restituzione «domani», IBAN che arriva solo dopo il tuo sì e spesso intestato a un’altra persona.

4

La sparizione

Appena il denaro parte, il truffatore interrompe ogni comunicazione. La persona vera, intanto, non sa nulla.

Da dove arriva davvero il messaggio

Ci sono due situazioni diverse e conviene tenerle separate. Nella prima il messaggio parte da un account realmente compromesso: chi scrive è l’account del tuo amico, ma a usarlo è un’altra persona. Nella seconda arriva da un numero nuovo con foto e nome copiati, magari con la scusa del telefono rotto. Le fonti ufficiali descrivono più modalità di furto dell’account: un codice di verifica comunicato dalla vittima, il classico messaggio «ti ho mandato un codice per sbaglio», link a pagine esterne che raccolgono dati e, in alcuni casi, falle su sistemi non aggiornati. Se vuoi approfondire il lato tecnico, abbiamo spiegato cosa succede su iPhone e come funzionano gli attacchi zero-click.

Prova tu: il simulatore della truffa

Qui sotto trovi una conversazione inventata, costruita sul modo di lavorare che la Polizia Postale ha descritto. Nomi, numeri e IBAN sono di fantasia e nessun dato lascia il tuo browser. Scegli cosa rispondere, osserva cosa succede e guarda quali segnali avevi davanti.

Simulazione didattica. Sei tu, «Marco B.» è il contatto che ti scrive.

MBMarco B.online

Le frasi tipiche e perché funzionano

Quasi tutti i messaggi di questo tipo ripetono le stesse frasi. Riconoscerle ti dà quei secondi in più che fanno la differenza.

Frase tipicaPerché funzionaIl segnale d’allarme
«Mi faresti un favore enorme?»Ottiene un sì emotivo prima di chiedere denaro.Apertura vaga: non dice subito di cosa si tratta.
«Ho sforato il limite e non mi parte il bonifico»È un problema banale che conoscono tutti.Chi ha il telefono in mano potrebbe chiamarti o usare un’altra carta.
«Anticipalo tu in istantaneo, domani te li giro»La cifra è piccola e la restituzione sembra immediata.L’istantaneo non si revoca come un bonifico ordinario.
«Ti mando l’IBAN, è di un parente»Sembra una semplice formalità.Il conto è intestato a una terza persona.
«Non posso parlare, scrivimi qui»Evita che tu senta la voce vera.Rifiuta chiamate e vocali.
Prevenzione

Come difendersi prima che arrivi il messaggio

La difesa migliore è un’abitudine: nessun pagamento su richiesta fatta solo in chat. A questa regola se ne aggiungono altre, che puoi applicare in pochi minuti.

Fai così

  • Chiama la persona sul numero che hai in rubrica, non rispondendo alla chat. Per la Polizia Postale è la verifica più semplice ed efficace.
  • Controlla l’intestatario dell’IBAN. Se non è la persona che ti scrive, fermati.
  • Attiva la verifica in due passaggi sul tuo WhatsApp: è tra le raccomandazioni ufficiali.
  • Segnala e blocca il contatto sospetto direttamente nell’app.
  • Avvisa l’amico con una telefonata o un SMS, perché potrebbe non sapere che il suo account è stato violato.

Non farlo mai

  • Non inviare denaro in base a un semplice messaggio, anche se sembra arrivare da una persona fidata.
  • Non comunicare codici ricevuti via SMS o WhatsApp, nemmeno a un amico: sono personali.
  • Non cliccare link che ti portano fuori da WhatsApp per «verificare» o «votare».
  • Non farti mettere fretta. L’urgenza è l’arma principale di chi usa l’ingegneria sociale.
  • Non vergognarti. Ci cascano anche persone attente, perché il messaggio arriva da un contatto vero.

Il controllo del nome sul bonifico

Dal 9 ottobre 2025 le banche dell’area euro devono verificare in automatico che il nome del beneficiario corrisponda all’IBAN indicato e avvisarti se c’è una discrepanza. Se scrivi il nome del tuo amico e l’IBAN è di «Luca R.», l’app dovrebbe segnalarlo. Ma attenzione: è un avviso, non un blocco, quindi puoi ignorarlo. Inoltre può non scattare se il truffatore ti detta anche un nome qualunque da inserire. Considera il controllo un aiuto in più e non una garanzia.

Proteggi anche il tuo account

Un account rubato fa partire la catena: i tuoi contatti ricevono richieste a tuo nome. Tieni aggiornati il sistema del telefono e WhatsApp, non condividere mai i codici di verifica e controlla ogni tanto la sezione «Dispositivi collegati». Sappi però che in alcuni attacchi quella sezione può non mostrare nulla, quindi un elenco pulito non basta a dirsi al sicuro.

📰 Vuoi essere tra i primi a leggere avvisi come questo? Aggiungi Periti Digitali tra le fonti preferite di Google: bastano pochi tocchi.

Segui su Google
Cura

Dopo la truffa: cosa fare se hai già pagato o l’account è stato usato

Se sei arrivato qui a cose fatte, respira: contano la rapidità e l’ordine con cui agisci. Ci sono tre situazioni diverse e ognuna richiede le sue mosse.

Situazione 1: hai fatto il bonifico

1. Chiama subito la banca

Il bonifico istantaneo non si revoca come uno ordinario, ma segnalare la frode il prima possibile resta il primo passo. Spiega che si tratta di una truffa, indica l’orario e l’IBAN di destinazione e chiedi cosa possono fare. Il recupero è difficile e il tempo conta: ogni ora in meno gioca a favore del truffatore.

2. Avvisa la persona vera

Telefona al tuo amico, non scrivergli su WhatsApp. Digli che il suo account è stato usato da qualcun altro, così può avviare il recupero e avvisare gli altri contatti.

3. Non cancellare nulla

Conserva la chat, il numero da cui è partita, l’IBAN, la ricevuta del bonifico e gli orari. Fai pure degli screenshot come primo riferimento, ma sappi che uno screenshot da solo si può contestare. Non disinstallare l’app e non ripristinare il telefono: potresti perdere proprio ciò che serve a ricostruire i fatti.

4. Segnala alla Polizia Postale

Puoi farlo online su commissariatodips.it o rivolgendoti ad altre forze dell’ordine. In generale la truffa nella sua forma base si persegue a querela, con un termine di tre mesi da quando si viene a conoscenza del fatto: per il tuo caso specifico confrontati con un avvocato.

5. Se serve una prova solida, passa a un’acquisizione forense

Quando c’è un procedimento, una richiesta di risarcimento o una contestazione con la banca, la chat va acquisita in modo forense, con una catena di custodia documentata. Abbiamo messo a confronto i metodi per portare le chat come prova.

Situazione 2: l’account usato è il tuo

Se i tuoi contatti ricevono richieste di denaro che non hai scritto, avvisali subito con una telefonata o un SMS e dì loro di ignorare i messaggi. Poi avvia il recupero dell’account inserendo il tuo numero in WhatsApp e il codice a sei cifre che ricevi via SMS: chi sta usando il tuo account viene disconnesso. Attiva la verifica in due passaggi. Se sei su iPhone e vuoi sporgere denuncia, leggi prima come si documenta e si prova in giudizio, perché un aggiornamento fatto troppo presto può cancellare tracce utili.

Situazione 3: hai cliccato o dato un codice e temi il «drago» nel cellulare

Capita dopo un link aperto, un codice comunicato o un account che si comporta in modo strano. Il dubbio resta anche quando i danni non si vedono. Cambia le password dei servizi collegati e non fare un ripristino di fabbrica per istinto. Prima conviene capire se sul telefono c’è davvero qualcosa. Noi lo chiamiamo il drago nel cellulare, e ne abbiamo spiegato i segnali.

Come possiamo aiutarti, prima e dopo

Periti Digitali affianca sia chi vuole difendersi sia chi è già stato colpito. A seconda di chi sei, il punto di partenza è diverso.

Per privati e aziende

Hai pagato o ti hanno rubato l’account?

Prima che chat, ricevute e tracce si perdano, le mettiamo in sicurezza con un’acquisizione forense e una catena di custodia documentata, così la querela poggia su basi solide.

Scopri l’informatica forense

Per studi legali

Sei un avvocato e il tuo cliente è stato truffato?

Ti affianchiamo come Consulente Tecnico di Parte (CTP): dall’analisi delle prove digitali alla relazione tecnica da produrre in giudizio.

Scopri l’assistenza tecnica forense

Verifica dello smartphone

Temi di avere un drago nel cellulare?

Se hai cliccato un link, dato un codice o il telefono si comporta in modo strano, lo controlliamo con una verifica tecnica. Non è una perizia né un’acquisizione forense: serve a capire se c’è davvero qualcosa da cercare.

Scopri la verifica dello smartphone
Richiedi una consulenza riservata

Approfondimenti correlati

WhatsApp hackerato: come si raccoglie una prova legale valida in tribunaleCosa fare nelle prime ore e come documentare l’accesso abusivo. WhatsApp hackerato su iPhone? Cosa fare subitoIl caso dei messaggi partiti dal tuo numero senza che tu li abbia scritti. Phishing WhatsApp: il messaggio «vota Francesca» è una truffa?Un altro esempio di messaggio che arriva da contatti reali. Acquisizione chat WhatsApp: pro e contro dei metodi per portarle come provaCinque metodi a confronto, tra civile e penale. Quando uno screenshot non basta: perché le chat possono essere contestatePerché una schermata da sola è una prova debole. Phishing DocuSign da un account email compromessoQuando l’account violato scrive a tutti i tuoi contatti, per email. Truffa WhatsApp prenotazione hotel Booking e AirbnbUn caso reale di messaggio WhatsApp costruito su dati veri. Zero-click, spyware e il mito dell’iPhone invulnerabileCome funzionano gli attacchi che non richiedono nessun clic.

Glossario essenziale

Cos’è un account compromesso
È un account di cui qualcun altro ha preso il controllo. Chi lo usa può scrivere ai contatti della vittima fingendosi lei.
Cos’è il bonifico istantaneo
È un bonifico che arriva sul conto del destinatario in pochi secondi, a qualsiasi ora. Per questo motivo non si può revocare come un bonifico ordinario.
Cos’è l’ingegneria sociale
È l’insieme delle tecniche con cui un truffatore manipola fiducia, paura e fretta della vittima per ottenere denaro o dati.
Cos’è la verifica in due passaggi
È un PIN aggiuntivo che WhatsApp chiede quando il tuo numero viene registrato su un nuovo dispositivo.
Cos’è l’acquisizione forense
È la copia integra e certificata dei dati di un dispositivo o di un account, utilizzabile come prova in un procedimento.
Cos’è la catena di custodia
È la documentazione di tutti i passaggi della prova digitale, che dimostra che non è stata alterata.

Le domande correlate che spesso ci vengono poste

🔎 Come faccio a sapere se un amico mi sta davvero chiedendo soldi su WhatsApp?

Non puoi saperlo dalla chat, perché nome e foto possono essere quelli veri. L’unico controllo affidabile è chiamare la persona sul numero che hai in rubrica o contattarla con un altro canale. Se non risponde, aspetta: un’urgenza vera regge anche dieci minuti.

💸 Si può recuperare un bonifico istantaneo fatto a un truffatore?

È difficile, perché il bonifico istantaneo non è revocabile come uno ordinario. Avvisare subito la banca e segnalare la frode resta comunque il primo passo da fare, insieme alla querela.

🔐 Come fanno a rubare l’account WhatsApp di un amico?

Le fonti ufficiali descrivono più modalità: un codice di verifica comunicato per inganno, link a pagine esterne che raccolgono dati e, in alcuni casi, falle su sistemi non aggiornati. Per questo conviene tenere aggiornati telefono e app e non dare mai i codici.

💬 Cosa succede se rispondo al messaggio ma non invio soldi?

Rispondere, di per sé, non fa perdere denaro. Il rischio sta nelle mosse successive: inviare soldi, comunicare un codice o cliccare un link. Se hai il dubbio, interrompi la conversazione, blocca e segnala il contatto e avvisa l’amico per telefono.

📞 Basta una telefonata per essere sicuri?

Sì, se chiami il numero che avevi già in rubrica e senti la voce della persona. Non usare numeri indicati nella chat e non fidarti di un vocale che ti arriva in risposta.

Domande frequenti

Cos’è la truffa dell’amico su WhatsApp?

È un raggiro in cui un criminale, usando un account rubato o un numero clonato, finge di essere un tuo contatto e ti chiede denaro con urgenza, di solito con un bonifico istantaneo o una ricarica. Il messaggio sembra autentico perché arriva da qualcuno che conosci.

Cosa devo fare se ho già inviato il bonifico?

Chiama subito la banca, avvisa la persona vera con una telefonata, conserva chat, IBAN e ricevuta senza cancellare nulla e segnala alla Polizia Postale su commissariatodips.it. Se ti serve una prova solida, valuta un’acquisizione forense.

Dove si denuncia una truffa su WhatsApp?

Puoi segnalare alla Polizia Postale online su commissariatodips.it oppure presentare querela alle forze dell’ordine. In generale per la truffa nella forma base il termine è di tre mesi da quando si viene a conoscenza del fatto: confrontati con un avvocato per il tuo caso.

Come proteggo il mio account WhatsApp?

Attiva la verifica in due passaggi, non condividere mai i codici di verifica, tieni aggiornati telefono e app e non cliccare link che ti portano fuori da WhatsApp. Se i tuoi contatti ricevono richieste a tuo nome, avvisali subito e avvia il recupero dell’account.

Gli screenshot della chat valgono come prova?

Possono essere un primo riferimento, ma da soli si contestano facilmente. Per una prova solida serve un’acquisizione forense. Ne parliamo in questo approfondimento.

Informazioni aggiornate al 12 ottobre 2026. Il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza legale o tecnica personalizzata. Nomi, numeri e IBAN del simulatore sono inventati.

← Torna alla sezione Articoli
Condividi:

Cerca nel sito

Ultimi articoli

  • Hai un drago nel cellulare? Come capire se il tuo smartphone è spiato, hackerato o sotto controllo 05/05/2026
  • Truffa dell’amico su WhatsApp: simula la chat, riconosci i segnali e scopri cosa fare 10/12/2026
  • Copia mezzo e copia fine: pro e contro per la difesa nel sequestro di smartphone e computer 10/06/2026
  • Acquisizione chat WhatsApp: pro e contro dei metodi per portarle come prova 09/30/2026
  • Acquisizione forense smartphone: pro e contro di ogni livello di estrazione 09/25/2026

Consigliati per te

  • Hai un drago nel cellulare? Come capire se il tuo smartphone è spiato, hackerato o sotto controllo

Hai bisogno di una consulenza?

Analizziamo la tua situazione con riservatezza e ti diciamo se e come possiamo aiutarti.

Richiedi una consulenza riservata
periti digitali DEF

Hai bisogno di maggiori informazioni o desideri farci una domanda?
Clicca e compila il form. Verrai contattato immediatamente!

Contattaci

Periti Digitali è una Business unit di:
Alchimie Digitali Srl
Via Elia Rainusso, 110 – 41124 Modena (MO)
Tel. +39 059 260762 – PI IT02963460361
REA Modena 01/02/2005 N. 346879
Capitale sociale 20.000 Euro i.v.
PEC: alchimiedigitali@pec.adigitali.it
Sitemap | Informative Privacy

Informativa navigatori sito internet  – Condizioni Generali di Fornitura – Preferenze Cookie | Developed by Gruppo Alchimie | Copyright 2025 © all rights reserved

Regolazioni di accessibilità

Offerto da OneTap

Impegno per l'accessibilità di Periti Digitali

Presso Periti Digitali, ci impegniamo a rendere la nostra presenza digitale il più accessibile e inclusiva possibile per tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità. Il nostro obiettivo è migliorare l'usabilità di www.peritidigitali.it e supportare un'esperienza più accessibile per tutti, indipendentemente dalle capacità o dalle tecnologie utilizzate.

Il nostro approccio all'accessibilità

Cerchiamo di allinearci alle Linee guida per l'accessibilità dei contenuti web (WCAG), che definiscono standard riconosciuti a livello internazionale per l'accessibilità digitale. Sebbene non sia sempre possibile garantire la piena conformità, ci impegniamo ad apportare miglioramenti quando possibile e a rivedere regolarmente gli aspetti legati all'accessibilità del nostro sito. L'accessibilità è un processo continuo, e ci impegniamo a migliorare l'esperienza nel tempo, man mano che evolvono tecnologie, standard ed esigenze degli utenti.

Funzionalità di accessibilità

Per supportare l'accessibilità, www.peritidigitali.it può utilizzare strumenti come la barra di accessibilità OneTap. Questa interfaccia offre una serie di funzionalità utili, tra cui:
  • Dimensioni del testo e impostazioni di contrasto regolabili
  • Evidenziazione di collegamenti e testi per una migliore visibilità
  • Navigazione completa da tastiera dell'interfaccia
  • Avvio rapido tramite scorciatoia da tastiera: Alt + . (Windows) o ⌘ + . (Mac)
Si prega di notare quanto segue:
  • La disponibilità e l'efficacia di queste funzionalità dipendono dalla configurazione del sito e dalla sua manutenzione continua.
  • Nonostante i nostri sforzi per garantire l’accessibilità, non possiamo assicurare che tutte le parti di www.peritidigitali.it siano sempre completamente accessibili. Alcuni contenuti potrebbero essere forniti da terze parti o influenzati da limitazioni tecniche al di fuori del nostro controllo.

Feedback e contatti

Accogliamo con piacere i vostri feedback. Se riscontrate barriere all'accessibilità o avete suggerimenti per miglioramenti, vi preghiamo di contattarci: Email: info@adigitali.it Siamo impegnati a esaminare tutte le richieste e a rispondere entro 3–5 giorni lavorativi. Se avete bisogno di assistenza per accedere a qualsiasi parte di questo sito web, saremo lieti di fornirla tramite canali alternativi su richiesta. Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2025
Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti?Per quanto tempo vuoi nascondere la barra degli strumenti di accessibilità?
Durata nascondi barra degli strumenti
Profili di accessibilità
Modalità Ipovedenti
Migliora gli elementi visivi del sito web
Profilo Sicuro per Convulsioni
Rimuove i lampi e riduce i colori
Modalità ADHD Friendly
Navigazione focalizzata, senza distrazioni
Modalità Cecità
Riduce le distrazioni, migliora la concentrazione
Modalità Sicura per Epilessia
Scurisce i colori e ferma il lampeggiamento
Moduli di contenuto
Dimensione icona

Predefinito

Interlinea

Predefinito

Moduli colore
Moduli di orientamento