Ti scrive un amico su WhatsApp: «Mi faresti un favore enorme?». Pochi messaggi dopo ti chiede di anticipare un bonifico istantaneo di qualche centinaio di €, con la promessa di restituirlo domani. È la truffa dell’amico su WhatsApp, e funziona proprio perché il nome, la foto e la conversazione sono quelli giusti.
In breve: nella truffa dell’amico su WhatsApp un criminale usa un account rubato, o un numero clonato, per chiederti denaro con urgenza, di solito con un bonifico istantaneo. Non pagare e non discutere nella chat: chiama la persona sul numero che hai in rubrica. Se hai già pagato, avvisa subito la banca, conserva chat e ricevuta e segnala alla Polizia Postale. Qui sotto trovi un simulatore per provare la scena e le indicazioni per prevenire e per intervenire dopo.
Come funziona la truffa dell’amico su WhatsApp
Alla fine di agosto 2026 la Polizia Postale ha diffuso un nuovo avviso su questo schema, già segnalato da gennaio 2026: i criminali prendono il controllo di un profilo WhatsApp e scrivono ai suoi contatti fingendo un’emergenza. Il copione cambia poco da un caso all’altro e segue quattro mosse.
L’aggancio
Una frase vaga e affettuosa, come «Mi faresti un favore enorme?». Serve a ottenere un sì emotivo prima ancora di dire cosa si vuole.
Il problema credibile
Un limite di bonifico superato, l’app che non funziona, la carta bloccata, il dentista. La cifra è contenuta, spesso tra qualche centinaio di € e circa 1.350,00 €, così non allarma.
La pressione
Bonifico istantaneo, restituzione «domani», IBAN che arriva solo dopo il tuo sì e spesso intestato a un’altra persona.
La sparizione
Appena il denaro parte, il truffatore interrompe ogni comunicazione. La persona vera, intanto, non sa nulla.
Da dove arriva davvero il messaggio
Ci sono due situazioni diverse e conviene tenerle separate. Nella prima il messaggio parte da un account realmente compromesso: chi scrive è l’account del tuo amico, ma a usarlo è un’altra persona. Nella seconda arriva da un numero nuovo con foto e nome copiati, magari con la scusa del telefono rotto. Le fonti ufficiali descrivono più modalità di furto dell’account: un codice di verifica comunicato dalla vittima, il classico messaggio «ti ho mandato un codice per sbaglio», link a pagine esterne che raccolgono dati e, in alcuni casi, falle su sistemi non aggiornati. Se vuoi approfondire il lato tecnico, abbiamo spiegato cosa succede su iPhone e come funzionano gli attacchi zero-click.
Prova tu: il simulatore della truffa
Qui sotto trovi una conversazione inventata, costruita sul modo di lavorare che la Polizia Postale ha descritto. Nomi, numeri e IBAN sono di fantasia e nessun dato lascia il tuo browser. Scegli cosa rispondere, osserva cosa succede e guarda quali segnali avevi davanti.
Simulazione didattica. Sei tu, «Marco B.» è il contatto che ti scrive.
Le frasi tipiche e perché funzionano
Quasi tutti i messaggi di questo tipo ripetono le stesse frasi. Riconoscerle ti dà quei secondi in più che fanno la differenza.
| Frase tipica | Perché funziona | Il segnale d’allarme |
|---|---|---|
| «Mi faresti un favore enorme?» | Ottiene un sì emotivo prima di chiedere denaro. | Apertura vaga: non dice subito di cosa si tratta. |
| «Ho sforato il limite e non mi parte il bonifico» | È un problema banale che conoscono tutti. | Chi ha il telefono in mano potrebbe chiamarti o usare un’altra carta. |
| «Anticipalo tu in istantaneo, domani te li giro» | La cifra è piccola e la restituzione sembra immediata. | L’istantaneo non si revoca come un bonifico ordinario. |
| «Ti mando l’IBAN, è di un parente» | Sembra una semplice formalità. | Il conto è intestato a una terza persona. |
| «Non posso parlare, scrivimi qui» | Evita che tu senta la voce vera. | Rifiuta chiamate e vocali. |
Come difendersi prima che arrivi il messaggio
La difesa migliore è un’abitudine: nessun pagamento su richiesta fatta solo in chat. A questa regola se ne aggiungono altre, che puoi applicare in pochi minuti.
Fai così
- Chiama la persona sul numero che hai in rubrica, non rispondendo alla chat. Per la Polizia Postale è la verifica più semplice ed efficace.
- Controlla l’intestatario dell’IBAN. Se non è la persona che ti scrive, fermati.
- Attiva la verifica in due passaggi sul tuo WhatsApp: è tra le raccomandazioni ufficiali.
- Segnala e blocca il contatto sospetto direttamente nell’app.
- Avvisa l’amico con una telefonata o un SMS, perché potrebbe non sapere che il suo account è stato violato.
Non farlo mai
- Non inviare denaro in base a un semplice messaggio, anche se sembra arrivare da una persona fidata.
- Non comunicare codici ricevuti via SMS o WhatsApp, nemmeno a un amico: sono personali.
- Non cliccare link che ti portano fuori da WhatsApp per «verificare» o «votare».
- Non farti mettere fretta. L’urgenza è l’arma principale di chi usa l’ingegneria sociale.
- Non vergognarti. Ci cascano anche persone attente, perché il messaggio arriva da un contatto vero.
Il controllo del nome sul bonifico
Dal 9 ottobre 2025 le banche dell’area euro devono verificare in automatico che il nome del beneficiario corrisponda all’IBAN indicato e avvisarti se c’è una discrepanza. Se scrivi il nome del tuo amico e l’IBAN è di «Luca R.», l’app dovrebbe segnalarlo. Ma attenzione: è un avviso, non un blocco, quindi puoi ignorarlo. Inoltre può non scattare se il truffatore ti detta anche un nome qualunque da inserire. Considera il controllo un aiuto in più e non una garanzia.
Proteggi anche il tuo account
Un account rubato fa partire la catena: i tuoi contatti ricevono richieste a tuo nome. Tieni aggiornati il sistema del telefono e WhatsApp, non condividere mai i codici di verifica e controlla ogni tanto la sezione «Dispositivi collegati». Sappi però che in alcuni attacchi quella sezione può non mostrare nulla, quindi un elenco pulito non basta a dirsi al sicuro.
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Segui su GoogleDopo la truffa: cosa fare se hai già pagato o l’account è stato usato
Se sei arrivato qui a cose fatte, respira: contano la rapidità e l’ordine con cui agisci. Ci sono tre situazioni diverse e ognuna richiede le sue mosse.
Situazione 1: hai fatto il bonifico
1. Chiama subito la banca
Il bonifico istantaneo non si revoca come uno ordinario, ma segnalare la frode il prima possibile resta il primo passo. Spiega che si tratta di una truffa, indica l’orario e l’IBAN di destinazione e chiedi cosa possono fare. Il recupero è difficile e il tempo conta: ogni ora in meno gioca a favore del truffatore.
2. Avvisa la persona vera
Telefona al tuo amico, non scrivergli su WhatsApp. Digli che il suo account è stato usato da qualcun altro, così può avviare il recupero e avvisare gli altri contatti.
3. Non cancellare nulla
Conserva la chat, il numero da cui è partita, l’IBAN, la ricevuta del bonifico e gli orari. Fai pure degli screenshot come primo riferimento, ma sappi che uno screenshot da solo si può contestare. Non disinstallare l’app e non ripristinare il telefono: potresti perdere proprio ciò che serve a ricostruire i fatti.
4. Segnala alla Polizia Postale
Puoi farlo online su commissariatodips.it o rivolgendoti ad altre forze dell’ordine. In generale la truffa nella sua forma base si persegue a querela, con un termine di tre mesi da quando si viene a conoscenza del fatto: per il tuo caso specifico confrontati con un avvocato.
5. Se serve una prova solida, passa a un’acquisizione forense
Quando c’è un procedimento, una richiesta di risarcimento o una contestazione con la banca, la chat va acquisita in modo forense, con una catena di custodia documentata. Abbiamo messo a confronto i metodi per portare le chat come prova.
Situazione 2: l’account usato è il tuo
Se i tuoi contatti ricevono richieste di denaro che non hai scritto, avvisali subito con una telefonata o un SMS e dì loro di ignorare i messaggi. Poi avvia il recupero dell’account inserendo il tuo numero in WhatsApp e il codice a sei cifre che ricevi via SMS: chi sta usando il tuo account viene disconnesso. Attiva la verifica in due passaggi. Se sei su iPhone e vuoi sporgere denuncia, leggi prima come si documenta e si prova in giudizio, perché un aggiornamento fatto troppo presto può cancellare tracce utili.
Situazione 3: hai cliccato o dato un codice e temi il «drago» nel cellulare
Capita dopo un link aperto, un codice comunicato o un account che si comporta in modo strano. Il dubbio resta anche quando i danni non si vedono. Cambia le password dei servizi collegati e non fare un ripristino di fabbrica per istinto. Prima conviene capire se sul telefono c’è davvero qualcosa. Noi lo chiamiamo il drago nel cellulare, e ne abbiamo spiegato i segnali.
Come possiamo aiutarti, prima e dopo
Periti Digitali affianca sia chi vuole difendersi sia chi è già stato colpito. A seconda di chi sei, il punto di partenza è diverso.
Per privati e aziende
Hai pagato o ti hanno rubato l’account?
Prima che chat, ricevute e tracce si perdano, le mettiamo in sicurezza con un’acquisizione forense e una catena di custodia documentata, così la querela poggia su basi solide.
Scopri l’informatica forensePer studi legali
Sei un avvocato e il tuo cliente è stato truffato?
Ti affianchiamo come Consulente Tecnico di Parte (CTP): dall’analisi delle prove digitali alla relazione tecnica da produrre in giudizio.
Scopri l’assistenza tecnica forenseVerifica dello smartphone
Temi di avere un drago nel cellulare?
Se hai cliccato un link, dato un codice o il telefono si comporta in modo strano, lo controlliamo con una verifica tecnica. Non è una perizia né un’acquisizione forense: serve a capire se c’è davvero qualcosa da cercare.
Scopri la verifica dello smartphoneApprofondimenti correlati
Glossario essenziale
- Cos’è un account compromesso
- È un account di cui qualcun altro ha preso il controllo. Chi lo usa può scrivere ai contatti della vittima fingendosi lei.
- Cos’è il bonifico istantaneo
- È un bonifico che arriva sul conto del destinatario in pochi secondi, a qualsiasi ora. Per questo motivo non si può revocare come un bonifico ordinario.
- Cos’è l’ingegneria sociale
- È l’insieme delle tecniche con cui un truffatore manipola fiducia, paura e fretta della vittima per ottenere denaro o dati.
- Cos’è la verifica in due passaggi
- È un PIN aggiuntivo che WhatsApp chiede quando il tuo numero viene registrato su un nuovo dispositivo.
- Cos’è l’acquisizione forense
- È la copia integra e certificata dei dati di un dispositivo o di un account, utilizzabile come prova in un procedimento.
- Cos’è la catena di custodia
- È la documentazione di tutti i passaggi della prova digitale, che dimostra che non è stata alterata.
Le domande correlate che spesso ci vengono poste
🔎 Come faccio a sapere se un amico mi sta davvero chiedendo soldi su WhatsApp?
Non puoi saperlo dalla chat, perché nome e foto possono essere quelli veri. L’unico controllo affidabile è chiamare la persona sul numero che hai in rubrica o contattarla con un altro canale. Se non risponde, aspetta: un’urgenza vera regge anche dieci minuti.
💸 Si può recuperare un bonifico istantaneo fatto a un truffatore?
È difficile, perché il bonifico istantaneo non è revocabile come uno ordinario. Avvisare subito la banca e segnalare la frode resta comunque il primo passo da fare, insieme alla querela.
🔐 Come fanno a rubare l’account WhatsApp di un amico?
Le fonti ufficiali descrivono più modalità: un codice di verifica comunicato per inganno, link a pagine esterne che raccolgono dati e, in alcuni casi, falle su sistemi non aggiornati. Per questo conviene tenere aggiornati telefono e app e non dare mai i codici.
💬 Cosa succede se rispondo al messaggio ma non invio soldi?
Rispondere, di per sé, non fa perdere denaro. Il rischio sta nelle mosse successive: inviare soldi, comunicare un codice o cliccare un link. Se hai il dubbio, interrompi la conversazione, blocca e segnala il contatto e avvisa l’amico per telefono.
📞 Basta una telefonata per essere sicuri?
Sì, se chiami il numero che avevi già in rubrica e senti la voce della persona. Non usare numeri indicati nella chat e non fidarti di un vocale che ti arriva in risposta.
Domande frequenti
Cos’è la truffa dell’amico su WhatsApp?
È un raggiro in cui un criminale, usando un account rubato o un numero clonato, finge di essere un tuo contatto e ti chiede denaro con urgenza, di solito con un bonifico istantaneo o una ricarica. Il messaggio sembra autentico perché arriva da qualcuno che conosci.
Cosa devo fare se ho già inviato il bonifico?
Chiama subito la banca, avvisa la persona vera con una telefonata, conserva chat, IBAN e ricevuta senza cancellare nulla e segnala alla Polizia Postale su commissariatodips.it. Se ti serve una prova solida, valuta un’acquisizione forense.
Dove si denuncia una truffa su WhatsApp?
Puoi segnalare alla Polizia Postale online su commissariatodips.it oppure presentare querela alle forze dell’ordine. In generale per la truffa nella forma base il termine è di tre mesi da quando si viene a conoscenza del fatto: confrontati con un avvocato per il tuo caso.
Come proteggo il mio account WhatsApp?
Attiva la verifica in due passaggi, non condividere mai i codici di verifica, tieni aggiornati telefono e app e non cliccare link che ti portano fuori da WhatsApp. Se i tuoi contatti ricevono richieste a tuo nome, avvisali subito e avvia il recupero dell’account.
Gli screenshot della chat valgono come prova?
Possono essere un primo riferimento, ma da soli si contestano facilmente. Per una prova solida serve un’acquisizione forense. Ne parliamo in questo approfondimento.
Informazioni aggiornate al 12 ottobre 2026. Il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza legale o tecnica personalizzata. Nomi, numeri e IBAN del simulatore sono inventati.