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L' con IA promette di rendere nitida un'immagine sgranata. In ambito forense, però, quella nitidezza può diventare un problema. I pixel aggiunti dal modello non sono stati ripresi dalla telecamera, quindi nessuno può garantire che corrispondano alla scena reale. Per questo e dovrebbero maneggiare con grande cautela le immagini potenziate, soprattutto quando su di esse si misurano guide e punti antropometrici.

Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026

🔍 In breve

  • Un ingrandimento classico calcola i nuovi pixel a partire da quelli vicini. L'upscaling generativo, invece, ne produce di plausibili in base a ciò che il modello ha imparato.
  • Nel caso State v. Puloka (Washington, 2024) un video potenziato con Topaz Labs è stato escluso dal processo.
  • In Italia, Ferrara e Modena indicano due principi complementari: l'output di un'IA privo di tracciabilità non vale come prova, ma evocare in modo generico l'IA non basta per smontare una prova digitale.
  • Per CTU e CTP la regola pratica è semplice: lavorare sulla copia, documentare ogni passaggio e non misurare su pixel generati.

Guide antropometriche: cosa sono e perché contano i pixel

Nel confronto tra un volto ripreso da una telecamera e quello di una persona nota, il consulente lavora su due piani. Il primo è l'analisi fisionomica, che valuta gli elementi morfologici meno influenzati da peso ed età. Il secondo è l'analisi metrica, che misura distanze e rapporti tra del volto.

Le guide antropometriche sono le linee e i punti che il consulente traccia sull'immagine per compiere queste misure. Alla fine, il consulente esprime un giudizio di compatibilità o di incompatibilità. Quando le immagini sono poco definite, però, il giudizio può restare soltanto parziale.

Ogni punto va collocato su un pixel, ed è qui che il tema diventa critico. Con pochi pixel utili, un errore di posizionamento anche minimo cambia in modo sensibile un rapporto tra distanze. Se poi alcuni di quei pixel non sono stati ripresi ma generati, il punto poggia su un dettaglio che potrebbe non esistere.

Upscaling con IA e pixel: tre tipi da distinguere

Un'immagine ingrandita contiene tre tipi di pixel molto diversi tra loro. Distinguerli aiuta a capire perché l'upscaling con IA è un caso a parte. Nello schema qui sotto, la stessa piccola scena viene mostrata nei tre stati, uno alla volta.

1. Pixel ripresi

Pochi pixel, bordi a gradini. È tutta l'informazione che la telecamera ha davvero registrato.

2. Pixel calcolati

Ingrandimento classico: i nuovi pixel sono medie dei vicini. L'immagine è più morbida, ma non contiene nulla di nuovo.

3. Pixel generati

Il modello rende i bordi netti e aggiunge un anello e un riflesso (in bordeaux). Sono plausibili, ma nella ripresa non c'erano.

Informazione dalla ripresa o calcolata dai viciniDettagli generati dal modello
Schema illustrativo costruito per spiegare il principio. Non è l'output di un software reale e non rappresenta il comportamento di un prodotto specifico.
Tipo di pixelCome nasceAggiunge informazione?Si può descrivere e ripetere?
RipresiRegistrati dal sensoreNo, sono la base di partenzaSì, con file originale e
CalcolatiInterpolazione dai pixel viciniNo, ammorbidisce soltantoSì, la regola matematica è nota
GeneratiUn modello di IA completa i dettagliAggiunge dettagli plausibili, non verificabiliDifficilmente: dipende da modello, versione e dati di addestramento

Un ingrandimento classico, ad esempio per , non può aumentare il dettaglio reale di un'immagine digitale. Lo rende solo più leggibile. Un modello di apprendimento automatico, invece, completa l'immagine con dettagli plausibili sulla base di ciò che ha imparato da altre immagini. Può quindi aggiungere bordi, texture o linee che nella scena non c'erano.

E il cropping?

Ritagliare e ingrandire in modo proporzionale non modifica i rapporti tra i punti dell'immagine. Il ritaglio, però, toglie contesto: prospettiva, elementi di scala, distorsione dell'obiettivo. Inoltre rende ogni pixel più grande, quindi più pesante nell'errore di misura.

I rapporti si deformano davvero quando l'ingrandimento non è proporzionale, ad esempio se l'immagine viene stirata per adattarla a un riquadro. Se poi il ritaglio viene potenziato con IA, i due problemi si sommano.

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Cosa hanno deciso i giudici su IA e prove digitali

Non ho trovato una norma che vieti in assoluto l'IA nelle perizie, e nemmeno una che la autorizzi. Esistono però decisioni, in Italia e all'estero, che mostrano quale vaglio aspetta una prova costruita o elaborata con questi strumenti.

State v. Puloka: il caso Topaz

Nel 2024 un tribunale di Washington (King County) ha escluso un video potenziato con Topaz Labs AI in un processo per omicidio. La difesa sosteneva che lo strumento rendesse più chiaro un breve video girato con uno smartphone. L'esperto che lo aveva elaborato, però, era un videografo privo di formazione forense. Inoltre non sapeva spiegare come funzionasse il programma, né testimoniare sulla sua affidabilità o sui dati usati per addestrarlo.

Applicando il , il giudice ha rilevato che lo strumento non era stato sottoposto a dalla comunità dell'analisi video forense. Non era riproducibile da quella comunità e non godeva di accettazione generale. Il tribunale ha anche ritenuto che il video non mostrasse con integrità ciò che era accaduto, ma ciò che il modello riteneva dovesse essere mostrato.

Secondo l'esperto dell'accusa, anche lo aveva messo in guardia contro questi strumenti. Un portavoce di Topaz Labs ha dichiarato di sconsigliare con forza l'uso della propria tecnologia in ambito forense e legale.

Si tratta di una decisione di primo grado, presa negli Stati Uniti: non vincola i giudici italiani. Resta però un riferimento utile, perché una richiesta simile di metodo, affidabilità e trasparenza emerge anche nelle decisioni italiane, come si vede qui sotto.

Tribunale di Ferrara: l'output dell'IA senza tracciabilità

Con ordinanza del 20 febbraio 2026, il Tribunale di Ferrara ha trattato come una conversazione con ChatGPT allegata a un ricorso. Il ricorso chiedeva una consulenza tecnica preventiva () per accertare la dinamica di un incidente stradale mortale. Secondo il giudice, quel documento non era una prova, nemmeno atipica. Mancavano infatti la domanda posta al chatbot e la verifica dei riferimenti che il sistema aveva fornito.

Il principio è utile anche per chi lavora sulle immagini. Per analogia, un risultato generato da un sistema di IA, senza input documentati e senza verifica, non può sostenere una tesi. Lo stesso vale per un'immagine potenziata di cui non si conoscono strumento, parametri e passaggi.

Tribunale di Modena: non basta evocare l'IA

Il Tribunale di Modena, sezione lavoro, ha deciso un caso con la sentenza n. 56 del 9 gennaio 2026, dopo l'udienza del 29 dicembre 2025. Un lavoratore aveva prodotto screenshot di messaggi WhatsApp e note vocali. L'azienda li aveva contestati in modo generico, ipotizzando tra l'altro che fossero stati creati o manipolati con l'intelligenza artificiale.

Per il giudice, queste riproduzioni informatiche fanno piena prova ai sensi dell' se non vengono disconosciute in modo specifico e circostanziato. Il richiamo astratto all'IA non è bastato. Il messaggio vale anche per i CTP: per mettere in dubbio una prova digitale servono elementi concreti.

Cassazione n. 29015/2026: il metodo prima dell'etichetta IA

La Sesta Sezione penale, con sentenza del 30 luglio 2026, ha respinto un ricorso per la revisione di una condanna. La difesa presentava consulenze foniche basate su software di IA e su dati biometrici. Il caso riguarda dunque la voce e non le immagini.

Il principio, però, è trasferibile. Secondo i commenti alla sentenza, una consulenza basata su IA può costituire prova nuova solo se la parte descrive la metodologia, ne dimostra l'affidabilità scientifica e chiarisce quali dati oggettivi nuovi siano stati acquisiti. Il semplice richiamo all'IA non basta.

⚖️ E la legge 132/2025?

La legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, non vieta l'uso dell'IA nella giustizia. L'articolo 15 riserva però al magistrato ogni decisione sull'interpretazione e sull'applicazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull'adozione dei provvedimenti. Il limite riguarda quindi chi decide. Per CTU e CTP resta aperta un'altra domanda: con quale metodo si ottiene l'elemento che il giudice dovrà valutare?

Upscaling con IA nelle perizie: cosa fare da CTU e CTP

Le decisioni viste sopra convergono su un punto: conta il metodo. Ecco come tradurlo in pratica. L'obiettivo non è vietare l'IA a priori, ma evitare che le conclusioni poggino su elementi che nessuno può verificare.

Per il CTU (consulente tecnico d'ufficio)
  • Conservare l'originale e lavorare sempre su copie, calcolando l'hash di entrambi.
  • Descrivere in relazione software, versione, parametri e ordine delle operazioni, in modo che un altro perito possa ripeterle.
  • Garantire la reversibilità: deve poter essere dimostrato che l'immagine migliorata discende dall'originale.
  • Preferire operazioni classiche e dichiarabili, come l'ingrandimento per interpolazione, indicandone i limiti.
  • Non posizionare guide e punti antropometrici su immagini potenziate con IA generativa.
  • Indicare la risoluzione effettiva e l'incertezza di posizionamento, ammettendo un giudizio di compatibilità parziale quando serve.
Per il CTP (consulente tecnico di parte)
  • Chiedere i file originali, i metadati e la documentazione di ogni elaborazione.
  • Verificare se e dove sono stati usati strumenti di IA, e su quali fotogrammi sono stati collocati i punti di misura.
  • Domandare se il metodo è riproducibile, con quali tassi di errore e con quale accettazione nella comunità scientifica.
  • Contestare in modo specifico e circostanziato, come richiede la giurisprudenza, e non con un richiamo generico all'IA.

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Domande correlate su IA, prove e immagini

L'intelligenza artificiale può essere usata in tribunale?

In Italia non risulta un divieto generale. L'articolo 15 della legge 132/2025 riserva al magistrato le decisioni su interpretazione della legge, valutazione di fatti e prove e provvedimenti, ammettendo l'IA come supporto. Altra cosa è il valore probatorio di ciò che l'IA produce: a Ferrara, ad esempio, una conversazione con un chatbot priva di input documentati è stata trattata come inesistente.

Cos'è l'upscaling di un'immagine?

È un ingrandimento con aumento del numero di pixel. Può essere fatto con metodi classici, che calcolano i nuovi pixel dai vicini, oppure con modelli di IA, che ne generano di plausibili in base a ciò che hanno imparato.

Un'immagine ingrandita con IA può essere usata come prova?

Dipende dal metodo e da chi deve dimostrarlo. Le decisioni esaminate chiedono trasparenza, affidabilità e ripetibilità. Un'immagine generativa fatica a soddisfare questi requisiti, come mostra il caso Puloka. Per una valutazione concreta serve però l'esame del singolo caso.

Come si confrontano due volti in una perizia?

Il consulente combina un'analisi fisionomica, basata sui caratteri morfologici del volto, e un'analisi metrica, che misura distanze e rapporti tra punti di riferimento. Il risultato è un giudizio di compatibilità, di incompatibilità o di compatibilità parziale.

FAQ: upscaling con IA, Topaz e cropping

Topaz si può usare in una perizia?

La domanda giusta non è se sia vietato, ma se chi lo usa può dimostrarne il metodo. Nel caso Puloka l'esperto non ha saputo spiegare il funzionamento dello strumento, e il video è stato escluso. In ogni caso, chi lo impiegasse dovrebbe documentare versione, parametri e passaggi, e non basare misure o confronti sul risultato.

Il cropping altera le misure antropometriche?

Un ritaglio ingrandito in modo proporzionale non cambia i rapporti tra i punti. Riduce però il contesto e aumenta il peso dell'errore di un singolo pixel. I rapporti si deformano se l'ingrandimento non è proporzionale.

Come si documenta un miglioramento d'immagine?

Si conserva l'originale con il suo hash, si lavora su una copia e si registrano software, versione, parametri e sequenza delle operazioni. Un altro perito deve poter ripetere il procedimento e arrivare allo stesso risultato.

Cosa deve chiedere un avvocato al proprio CTP?

Se nella relazione avversaria compaiono immagini elaborate, conviene chiedere quali strumenti sono stati usati, con quali parametri e su quali fotogrammi sono stati collocati i punti di misura. Va verificato anche se il metodo è riproducibile e quali limiti dichiara.

Fonti e approfondimenti

Contenuto a carattere informativo: non costituisce parere legale né sostituisce la valutazione tecnica di un consulente sul singolo caso.

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